Nel regno dell'amore
Rita Minniti
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Erano i tuoi sogni
agli occhi delle stelle,
ma la sera parlavi alla luna
della solitudine.
Sedevi accanto a giochi inutili
e dalle grandi stanze del castello
inseguivi il senso della vita.
Tu che intuivi
fosse racchiusa in uno scrigno,
là in un angolo nascosto
a tua insaputa,
incantesimo di una capinera,
che poggiava il fiato
su quella scatola dorata.
Fu il sorso quieto della sera,
e il luccichio degli occhi
di timidi folletti,
a parlarti della libertà che conteneva,
chiusa a chiave
da mani che non volevano
sapessi della strada
per raggiungerla.
E barattasti il trono con lo scrigno,
un giorno qualunque,
quando nessuno era lì per caso,
e le fate di spalle a un girotondo
distratte dai canti
d’un mondo sempre uguale.
L’apristi…
una polvere luminosa t’investì
e argentee ali ti portarono lontano,
nel regno dell’amore,
fino allora sconosciuto
e prigioniero dell’oscurità,
dove si seppellivano i tuoi sogni
giorno per giorno,
se avessi taciuto il coraggio
di andare via.
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Rita Minniti
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