Discorso semi serio alla vanità
Alfredo Mercutello
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La vogliate scusare
non sa cosa dice
né di cosa parla
il rigettare di versi
a far compagnia
nei putridi stagni
tra zanzare e batteri
a seminar larve
di corrotti inganni
crogiolo d'arcaiche sintassi
orripilanti visioni ortografiche
né tu allieva
me meschino
tra i maestri mi sento
che nel provare orgoglio
al par della mestizia
m'uccido
fai un favore ad ogni cosa
che possa far meno fatica
d'essere
e giubila con noi
fra gli angeli
all'infinito cessare
d'ogni tua rivalsa poetica
finché la bugia
non ti strozzi
avvinghiandoti
come cappio al collo
ad ogni tuo presunto
e soave
pseudo pensiero
cessa fra cessi
lasciando l'ardire
e l'eccesso della pazzia
a tutti i decessi
che han causato
le letture
d'ogni tuo obbrobrio
e che ti deflagri
in volto
ogni lettera
che hai avuto l'ardire
indegnamente
di provar a scartabellare
che si lasci ai poeti
l'ubriacarsi di sogni
e ai non poeti
di morire nei sogni
e a chi non sa
cosa sia
di sudore
accecarsi
e all'irriverente
le sue luride meschine
incompetenze
ci si lavi al fine
ci si lavi sfregando forte
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