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Fantasia 18 giugno 2012 · lettura 1 min · 2211 letture

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Luca Torri 255 poesie pubblicate
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L'ascensore era rotto e i topi ballavano dentro i tubi. Di fare le scale non se ne parlava. Che altro poteva fare? Tirò su una tenda, alla bene o meglio, nell'androne di quelle scale impossibili e inutili e non tornò a casa per cena mai più. Per fortuna era leggero, flessibile, forte e sopportava tutto. Non avere un pero fuori dalla finestra, sopportava di non avere nessuna volontà le cose che avevano gli altri e le stanze piene di cose inesistenti col suo nome tutte, mai più. Si svegliava nel cuore della notte quando qualcosa lampeggia sempre come una cosa viva o in pericolo come è stato la prima volta come ora che era completamente sveglio e tutto è spento specialmente.
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Luca Torri
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Commenti (2)

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Amara19 giugno 2012

...rileggendola... la strofa centrale mi colpisce più della prima volta... e la sento particolarmente... accade... si... accade... di non poter più tornare a 'casa'... e tutto è spento... specialmente... ribadisco quanto sia bella... tutta...

Omero Sala19 giugno 2012

Il clima è quello di "The Road" di Cormac McCarthy (e del film di John Hillcoat): la fatica di sopravvivere in uno scenario post apocalittico, una desolazione interiore non meno devastante della desertificazione portata da una guerra atomica; una confusione, un disorientamento, uno sfasamento totale.