Giardini del deserto
Storia che t'incatena all'imo del tempo,
nella radice profonda
fra dura roccia
dove sortisti e
secolare ancora resisti
curvo, consunto,
ma non ancor vinto.
Sorte mai sconfitta,
fa àncora ad ogni tuo anelito di libertà
giù nel profondo
dove mai giunse la cesoia del perdono,
a darsi in fraudolenta complicità.
E ora,
rimasto solo nell'urlo del vento
hai lacrime asciutte dal tempo, mentre
nei tuoi occhi vivono culle verdi di libertà,
dove i ricordi resistono non persi
fra le tue dure e vissute pieghe.
Case odierne ti circondano,
invadono spazi ormai solo per te sacri,
ti emulano
con fiori dai colori innaturali
senza che mai si senta il profumo loro,
donato nello sbocciare li,
dove per solo vivere necessita il corraggio,
dove per necessità si vive nel disagio.
Eppure lì tu resisti
ed emani profumo di antico,
di saggio,
di lotta spesa,
in chi di viver ha già la pena.
©
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