Ghi rivarem a baita
"Sergent magiù, ghe rivarem a baita?"
Era quel che chiedea sovente,
Giuanin al suo sergente.
Dalla "tana" in riva al Don
alla casa in altopian,
la speranza del Giuan.
Morto pria che la sua baita,
vale a dire la sua gente,
raggiungesse col Sergente.
Lui che giunto fu a vecchiaia,
da pochi giorni ci ha lasciato;
senza chiasso se n'è andato.
Si diè conto alla gente
sol dopo sua dipartita
per la "baita infinita".
Pinse 'l fare degli Alpini
con sua pennellata lieve
ne: "Il Sergente nella neve."
Chi a girare la polenta,
chi a schiacciar i suoi pidocchi
tu li vedi, chiusi gli occhi.
Chi il caffè dentro l'elmo
pesta come in macinino,
chi rammenda 'l suo calzino.
Stanca dorme la vedetta
pur se forte è l'odore
del caffè misto al sudore.
Seppe dir della sua gente,
dalla scorza tanto dura
che di nulla ebbe paura.
Questo fu il "Grande Sergente"
di cui si farà memoria.
E di chi non ebbe gloria?...
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