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Uomini 24 giugno 2012 · lettura 1 min · 4564 letture

Tu... uomo distratto

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Respira ancora una voce nell’angolo smunto d’un diario quando a spiarmi è un nome. La strada è stata lunga, di un incendio non c’è traccia sul passo di poveri viandanti assetati di tempo scorso alla vista come un fiume. A guardare il passaggio d’uccelli che migrano si perde lo sguardo, e gli anni s’accavallano trascinandosi come conchiglie allontanate dalle onde. La stanchezza non aspetta. Ha scucito il battito affacciato a una finestra e di vento e brina ricoperto rughe che avanzano. Il sole è sorto mille volte e la pioggia ha bevuto le stagioni. Colpa le ore di cemento poggiate a strati su un’attesa che ha spezzato l’equilibrio a metà strada. Tu uomo distratto, non hai saputo fermare nelle selvagge lancette d’un orologio, il tempo.
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Rita Minniti
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Commenti (2)

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Giacomo Scimonelli29 giugno 2012

gli anni si accavallano... trascorrono senza poter fermare il tempo... distrattamente si naviga nel mare delle intenzioni... versi che mi hanno scaldato il cuore... profonda e sentita Lirica

Maurizio Spaccasassi29 giugno 2012

Fra ricordi scritti emerge un nome che riecheggia sui respiri di immagini ancora vive nel passato. Sentimenti come marionette che si muovono solo quando le rammenti. Un ricordo slavato che conserva a malapena i contorni, come quando si guardano gli uccelli da lontano al loro migrare e non si riesce a focalizzarne nemmeno uno. Il tempo è come l'onda che avanza e ritrae aspirando l'entusiasmo e le aspettative lasciando i segni delle rughe su uno specchio che non vogliamo. Sull'andirivieni del giorno e della notte le stagioni ruotano dentro un vortice nel pentolone dell'eternità.Un uomo che rimane inerte senza opporsi alla corrente non potrà mai cambiare il tempo del suo destino.