Sulle ginocchia
Aleggia ancora la mia antica
fiaba che non ascolti più, sorpresa
da mille primavere che cedono
ai tuoi occhi il loro miele.
Ed ora, lieve, già si disimpiglia
la mia dalla tua mano, scivola
l'orsetto che tenevi. Ed esita
il mio cuore tra gli infantili
tuoi delicati sogni e i miei
-ad occhi aperti- malcelati
dal bimbo che mi s'agita alla mente.
La vita che riposa nel presente
segreto del tuo sonno, esploderà
tra poco in questa casa, gagliarda
e scamiciata. E ancora sarai
l'imprevedibile
freschezza d'emozioni, la farfalla
vivida e curiosa
che traccia nuove geografie
intorno al cuore. E l'ansia sarai
e la mia gioia; il raro trillo
dell'uccello strano; l'arcano
diavoletto proteiforme
che va e viene
ad impetuose onde
e quasi mi sommerge nel suo regno.
Sarai... E intanto mi esalto al segno
della costellazione del tuo viso,
e vago tra le stelle che non sanno
che ho, sulle ginocchia, il Paradiso.
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L'autore
Michele Zagarella
Sono nato il 29-10-1939 a Caltanissetta. Già redattore nisseno de "Leco dell'Arte" di Roma, collaboro, con poesie e articoli di varia natura, a diverse riviste culturali. Ho già pubblicato quattro raccolte di liriche: "Foglie nel tempo"(ed.S.E.L. Roma 1996); "Tra le rughe" (ed.Ferdinandea CT 2001); "Dalla mia valle (Ed
Commenti (1)
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franco antonio rescaldani15 luglio 2012
bella e sentita poesia, dolcissima verso l'amore provato che riempie di gioia quei momenti di affezione! bravo michele!
