Verità dissacrate
Ate
creatrice e signora
del giardino inventato.
Avvolta in inutili e seccate foglie
ti muovi audace
e dormi su tappeti fatti d'alba.
Sinuosa
veterana dei giochi infantili
ridacchi
nella seta della tua pelle strappata.
Il silenzioso addio
alita su di lei ironica e nera.
Libera dalle tenebrose
folli corse
col respiro appeso al cielo
della mai nota
tua fanciullezza.
Acqua
cristalli salini e rocce appuntite
scavano oltraggiose
immagini sporche
nel delirante tuo carnefice
che volge alla fine
della sua stessa contaminazione.
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Commenti (2)
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paolo corinto tiberio27 giugno 2012
più cerco d'interpretalo questo testo e più mi sfugge... non trovo relazioni con Ate, la personificazione della fatalità, la teibile dea della sciagua e della vendetta... se poi credo di aver afferrato un filo interpretativo, il titolo subitamente mi riporta al dubbio, per non dire l'etichetta "ribellione"... ma il testo ha un suo fascino, anche per questo...
D
Delinquente7 giugno 2013
C'è voglia di uno sfogo, in poesia cantata tra i denti. Chi meglio di Ate personificazione della fatalità avversa per discutere di "Verità dissacrate" Ate rappresenta anche la vendetta divina buona per una ribellione. Cerca di fare poesia anche con l'altra faccia del cuore.