Colombi
Più bianchi d'ogni bianco
nella loro icona di libertà
e purezza, i colombi
della mia infanzia, nei miei sogni,
stanno ancora a ricamare il fremito
di quell'aura antica di primavere
sature
di sostanza di sole e di profumi.
Ma la scorza di tutto
il mio presente, ha colombi
screziati grigio- nero, accovacciati
come avvoltoi che aspettano
la fine
del loro e del mio giorno. Ed altri
beccanti, nella contesa con la vita
o zampettanti, sempre meno casti,
su grondaie, su decori e altane,
come trine inquiete
che muovono le case
e le cose di questo mio paese:
questa terra da sempre tesa
a esili filamenti di speranze
chiuse tra denti di avidi sciacalli.
Mentr'io, gramo e senz'ali, cerco
di dare un nuovo senso a questa vita
che m'ancora a una strada
sempre più erta e dura
di rughe, di ansia e di parole
mute,
ma che hanno, in esse, tutto il gaudio
e tutto lo spavento di quest'arte.
©
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L'autore
Michele Zagarella
Sono nato il 29-10-1939 a Caltanissetta. Già redattore nisseno de "Leco dell'Arte" di Roma, collaboro, con poesie e articoli di varia natura, a diverse riviste culturali. Ho già pubblicato quattro raccolte di liriche: "Foglie nel tempo"(ed.S.E.L. Roma 1996); "Tra le rughe" (ed.Ferdinandea CT 2001); "Dalla mia valle (Ed
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