Verso Orizzonti Ignari
Daniela Pacelli
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E mentre il buio
serra le ali al giorno
torna la voce del silenzio
a far compagnia
veli di nostalgia
bendano occhi stanchi
e in bilico
tra nubi fragili striate di sereno
si perde lo sguardo
nel disequilibrio intorno
che raminga lento
alla ricerca del nulla
Echi lontani
rumori frustranti
incappucciano i pensieri
nella rete dell’indifferenza
ma nulla è indifferente
attimi silenti
parole sciorinate alla rinfusa
frusciano come lame
a destabilizzare l’anima
E’ troppo lento e troppo veloce
questo mondo da inseguire
e da comprendere
e mentre scorre il sangue
zampillante da ferite aperte
abbottono le labbra
e nella palese diversità
che mi spinge col viso al suolo
sento forte il desiderio
di partire lontana
verso orizzonti ignari al mio sapere
©
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L'autore
Daniela Pacelli
Commenti (1)
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Bruno Leopardi28 giugno 2012
Scappar via, ricominciare semmai da zero con di fronte orizzonti sconosciuti che danno al pensiero un mito nuovo, esistente e resistente a tutto. Ecco, un obiettivo da raggiungere per dare un senso all'esistenza come fosse vita che ricomincia a far battere il cuore, carezza sul viso. Questi orizzonti nuovi riusciranno a chiudere ferite eternamente aperte che non rimarginano, laddove il sangue esce in uno stillicidio come anima liquida dal corpo. Lirica che rattrista tanto per la grande sofferenza espressa, ma che è aspettativa essa stessa di ricominciare su tutto e tutti, partendo lontana. Bella poesia scritta con versi che affascinano.

