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Amore 28 giugno 2012 · lettura 1 min · 2500 letture

Tristezza

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nello vittorio maruca 381 poesie pubblicate
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Quanta tristezza, o Dio, che sofferenza aver tanti fratelli e esserne senza. Forse ché umanità non tiene essenza diniego, perciò, d'affetto e indulgenza. Se nell'amore non è la temperanza tosto scompar da mente la pazienza, si spezza il sottil fil della speranza, subentra, indi, la rabbia e l'arroganza. Finché di sincerità c'è presenza appare tutto favola e romanza; ma se qualcuno vive d'importanza l'altro fa calare nell'impotenza, perciò, a mano che quell'altro avanza colui che pria tenea pari uguaglianza cade e finisce presto in indigenza. L'altro, lo spergiuro, nell'indecenza. Se spiegar si dovesse la causanza di caparbia e stolta perseveranza ciascuno direbbe: In me è tolleranza. Altri son privi di buona coscienza ignari di cos'è la fratellanza.
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L'autore
nello vittorio maruca

l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.

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Commenti (1)

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stelsamo28 giugno 2012

In questa poesia, rivolgendosi a Dio, l'autore esprime la propria tristezza e sofferenza, per l'indifferenza degli uomini di fronte ai propri fratelli, quasi che in essi manchi "l'essenza" dell'affetto e della tolleranza. se nell'amore non vi è tolleranza verso l'altro, si finisce col perdere la pazienza e si finisce col diventare arroganti. Inoltre, fintantoché nei rapporti umani v'è sincerità, tutto appare come in una favola. Nel momento in cui, qualcuno comincia a peccare di superiorità, facendo sentire l'altro inferiore, quest'ultimo soffre. Chi vive nella falsità, perde la decenza. Se si potesse capire la causa della perseveranza nella stoltezza, si potrebbe esser tolleranti. Ma chi non ha coscienza non può capire la fratellanza!