La bambina che portava gli occhi nocciola
Ha la fronte impregnata di tenerezza
e di virtù, che l'amore guarda avanti
e se stesso e le sue gambe, e vi sorride
coi denti gialli e le unghie sporche,
di fame, di sete, di sonno, paura
e tormento con l'ombra del tempo.
E sotto l'inchiostro e le carte
riposa il suo tenace respiro,
fuggente come gli occhi ed il passato,
a cui volle ritornare per udire
i segreti e le follie del mondo.
Guardò le strade e rise per la disperazione,
pianse per le gioie godute e le
piccole farfalle che lasciano i fiori,
guardò il cemento e fissò il vuoto
negli occhi, rise da scoppiare fino al sangue,
e le lacrime sottili, come germogli mansueti,
aprivano i confini dolci, acerbi, perturbanti
della bambina che portava gli occhi nocciola.
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