Serpeggia argentata

Serpeggia infinito
quel nastro argentato
e costeggia quei colli
dai dolci declivi
con tratteggio di ulivi
smaglianti...
improvvise quell'ombre
ricoprono il cielo
...sono fronde maestose
di pini marittimi
che ombreggiano il piano
...e corre... oh come corre
quel nastro lucente
e come ondeggia il calore
che rimanda tremolanti visioni
e come alternano i campi
dove chinano il capo dorato
quei piccoli soli
e dove pendono tralci impigriti
che dorano i chicchi mielati
oh... come piegano
le messi brunite
in attesa del colto...
e mi giunge incessante
oltre i vetri
l'ozioso frinire d'insetti
...e scorre... e serpeggia...
e s'allunga alla meta
quel nastro argentato...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Francesco Rossi28 giugno 2012
E' un piacere leggere le opere dell'autrice che in un intenso fiorire e susseguirsi di metafore rivela la sua raffinata sensibilità e la capacità di meditare.

