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Commenti (5)
si ha sempre l'impressione, leggendoti, che qualcosa di assoluto esplodi all'immprovviso (dietro l'angolo, dentro l'occhio, dentro le tasche, nell'orecchio) e che questa esplosione (di tamburi e coriandoli, di onde elettriche, di baci e di occasioni) sveli di colpo il mistero profondo delle cose, quel cerchio incontrollato di emozioni che ci tiene in piedi la vita. Qui, vedo una forza arretrare e mi vengono in mente i versi di Apollinaire: "Incertezza, io e te pari siamo... come i gamberi ce ne andiamo, a culo indietro, a culo indietro".
Onda e risucchio... a seconda di maree e venti... il costante equilibrio delle cose, tutte... la natura, la vita, giusta misura di forze opposte... si naviga a vista in un mare profondo e sconosciuto, affascinante e inquietante al contempo Lirica che come un abito sartoriale, si cuce addosso al lettore ed aderisce ai suoi sentimenti in modo perfetto, senza grinze, a seconda delle sue personalissime maree e suoi venti... qui tutta la grandezza dei versi di questo testo, inchino!
Esposti a ogni sorta di forza, ci si industria per resistere... e che vinca il migliore, nell'impatto. Riflessione che in poco ci rende la nostra vulnerabile ostinazione... e che ci sia!
Quando ogni cosa sembra rivoltarsi contro... meglio vagare nel nulla per un po'... esistenziale... essenziale... bella poesia!
...davvero rapita da questi versi!!ogni singola parola la sento vera, e va a colpire la mia essenza! certe volte però il rischio grosso è che non si faccia in tempo ad allontanarsi dall'onda e se ne sia risucchiati!





