"l'inferno"
e, stanco di cercare un po' di pace
mi affido a Dio ed entro in una chiesa,
d'improvviso recito una vecchia preghiera
spontaneamente sgorga dal fondo del cuore
e mi riporta a quand'ero piccolo bambino
con l'abito del chierichetto che serviva messa
e coltivava un sogno antico e nuovo
sposarsi con Lui e la madre diletta, e
un organo suona maestose note,
un violino gli tiene degna compagnia,
ed il pensiero vola lontano un miglio
e mi immagino con l'abito talare
lì su un altare a celebrare l'ostia
a dire agli altri quello che vorrei sentire io
parole che sappiano di bontà ed amore
che gettino alle ortiche il dolore
che riempino l'anima di vivaci colori
che dicano quanto sia vera la sofferenza
di chi è solo in questo mondo infame, e
tutto ciò non è stato possibile,
la mia vita ha avuto altra storia
fatta di infingimenti e cose vuote
di rapide emozioni e vacue passioni
che lasciano in bocca il sapore del fiele
e che traguardano lì in fondo al cammino:
l'inferno.
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Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele3 luglio 2012
valori che si esprimono in un poetico brillante pieno di quel puro sentimento... ove il cuore e l'anima imbarcano le stupende sentite note...è BELLISSIMA
M
Michele Zagarella5 luglio 2012
La poesia è avvolta da una dialettica che trae linfa dalla "lavorazione" dei versi. La trama formale è pienamente fusa con il dire. Complimenti
