Occhi grandi di luna

Statica nell'anonimato di un asfalto
bruciano lembi di pelle
con lo sguardo
che sofferma l'attenzione
a chi porta ombre di gelo.
Finto volto
sconvolto dal tempo
in quel sordo respiro
in un brivido terminato al vento.
Sussulti dell'essere
respingono lacrime di sangue
seguendo zigomi dolci
di una bimba ormai donna.
Ferite di corpo
per favole di sguardi
con quelle ali incantate
ripiegate a dovere nelle scapole.
S'intravedono al sole
quelle maschere scarlatte
che cambiano improvvise
per giorni condannati a festa.
E' senza fine la tristezza
immersa negli occhi grandi di luna
persi in quei cieli di mondo
di luce appannata schiacciata al buio.
E ora soffoco la presenza
in quello specchio senza inganni
guardarla è rabbia e tristezza
perché l'immagine è la stessa
ma è pur sempre mia la scelta.
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L'autore
morena
Commenti (1)
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Bruno Leopardi3 agosto 2012
Triste ma a raccontar una storia di ieri che è ancora presente nella mente, come un'anima che vaga nel tempo, stillicidio di morte dentro a volte, per un ricordare sempre, che mai dimentica... Perché, non si può dimenticare. E le ali, son li deposte nello scavo di due spalle un po' curve. E si accettava il tutto. E adesso mi rivedo ancora e sono io, nel quasi obbligatorio mio guardarmi e nel mio star li con me a dire no, non voglio esserci, non è una scelta. Eppur ci sono, io... e qui devo essere. Colpito tanto.

