Bisbigli e capricci

Ciangottii
e il pagiugar di bisbigli...
quanto stentano sulla candida bocca
lo spicciccar di parole intrecciate a sbadigli...
così non scorre e non fila
la filastrocca.
E son fate e farfalle
nello sguardo sgranato,
trasparenze di cirri
e color ch'è rubato
a quel ciel lì sospeso...
e son laghi turchesi
e continue sorprese
a 'sto mondo che pian piano si svela.
Poi impreviste e improvvise
le cascate sul viso
...son capricci profusi
dai caparbi piedini
e la punta monella di quel buffo nasino
con la goccia che cola...
poi... riappare il sorriso
e come un magico arcobaleno
in un puff ch'è un istante ritorna il sereno.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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