Filosofia e religione
Larve del declivio
e della dispersione,
ombre che riempiono la valle,
vestigia del destino.
Spettri sinistri,
serpenti d'antri assurdi
e di emozioni perdute.
Incoerenze di sogni
aleggiano come pipistrelli
sulle passività dell'anima
e come vampiri
succhiano il sangue della sottomissione.
Come un abisso scuro e vischioso
la mia esistenza
si perde nei miraggi,
nella vergogna delle cose reali
e nella miseria di una vita dignitosa.
Creo una filosofia
e la uso come un abito,
sogno una religione
e la indosso come una maschera.
La malizia dei giorni
e i capricci degli eventi
precipitano nel cuore,
avvelenandolo.
Al suono della grande orchestra
passo nel vortice delle danze
e nelle conversazioni del riposo
sotto gli sguardi sdegnosi ed estranei
degli organizzatori dello spettacolo.
©
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