Pane, panico & utopia
alessandro mazzeo
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Non sopporto il sole quando si scolla
dal vetro di questa finestra
intagliata nella tappezzeria
Ho quattro righe da squilibrato
scritte a forza su una bolletta
un lamento congenito
elegante nel suo genere
Così mi ha rapito quel ritratto
del tuo sistema nervoso periferico
che si accartoccia in se stesso
nell'ingorgo delle diciotto
e dei miei atti preterintenzionali
Aggingo pure questo
alla lista dei miei peggior difetti
con le lampadine a basso consumo
e i disinfettanti sotto il lavandino
Mentre posso solo guardare
il tuo distenderti indifferente
con uno strato di panico
da imburrare e mordere
©
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L'autore
alessandro mazzeo
Sono nato a Imperia il 5 maggio 1978 Ho iniziato a scrivere racconti fin dalle scuole elementari. Intorno ai 16 anni ho iniziato a scrivere anche poesie e avvicinandomi attivamente alla musica che è sempre stata la mia ragione di vita, a scrivere testi di canzoni. Sono l'autore dei testi delle canzoni della mia band
Commenti (1)
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Angela Fragiacomo17 luglio 2012
introspezione visionaria, da angolatura bassa, orizzontale direi... par dire nulla, invece mette in evidenza l'ingorgo mentale quando lasciamo libere paure e fantasie, mentre osserviamo magari un dettaglio insignificante, in apparenza... quasi lucida paranoia, per menti in fermento... apprezzata nell'incedere e nel tema trattato in modo così fuori fuoco!

