Volevo i paraocchi

Un tempo camminai anch'io sull'acqua
e lo spirito mi era così leggero
che di letale non vi era nessun ostacolo.
Le membra sempre accese
in tizzoni ardenti tramutava l'inciampo
eroe in tempesta era il cuore mio
alla ricerca dell'infinito a cui porre il confine.
Ma per incanto mi venne incontro l'eccezione
ed iniziai a trascinarmi per un deserto
tra le secche onde striate dal vento
dove un miraggio mi accolse
e greve diventò il passo mio.
L'anima inerme ne sentì tutto il peso
e senza parole rimase assorta per non
mostrar l'angoscia.
Il tempo si finse attore e ancor di più
mi lasciò sprofondare tra le fessure amare
e secche di una sabbia immobile.
Come immobili rimasero le mie gambe
cementate da una pioggia che si disse amica.
©
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L'autore
Gigio60
Qualcuno ha detto che per diventare un poeta, un uomo deve essere innamorato o infelicissimo. Non mi ritengo un poeta, anche se amo donare ai miei sentimenti quel senso di concretezza che una penna o una tastiera possono fermare su di un foglio. Il più delle volte non è sufficiente, perché il limite che ci separa dai
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