Venaria reale
Quando, d'impeto, scorreva
il torrente Geronda,
e l'acqua si beveva
ché pura era l'onda:
il Duca di Savoia,
Carlo Emanuele,
per soffocar la noia
del giorno sempre uguale,
cacciava per diletto,
il cervo e 'l cinghialetto.
Lontana era Torino!
Era così dovere
del Duca, poverino,
all'uopo provvedere
perché nel bosco stesso
fosse elevata Reggia
per sé e chi 'l seguia d'appresso.
A mezzo del Seicento
sorse tal monumento.
Oggi che estasiati siamo
per quel che, ancor, si mostra,
subito corriamo
con la mente nostra
a quelle vite tolte,
a quei sudori, tanti,
a quelle pene, molte,
dei poveri abitanti,
costretti a far grandioso
quel sito sì famoso.
Nella sua storia antica
ebbe a subir oltraggio:
fu invasa dall'ortica,
soggetta all'arrembaggio,
al furto dei tesori;
fu adibita a ostello
di quegli usurpatori
privi d'amor pel bello.
Oggi è tutto un cantiere
per ridarle splendore!
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