Un giorno di luglio
Giuliano Nardelli
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Scruto con tedio
il fluttuante ed alto infrangersi
dell'onda biancastra
sul suolo sabbioso
e più sferzante e rabbioso
su indomiti e granitici scogli.
La sua cresta spumosa e dorata,
irregolare nel suo breve tragitto,
è condotta per mano e sospinta
da fresca, pungente brezza meridiana.
Il colore, bronzeo, del suo addome
varia man mano s'avvicina a riva
e come si quieta la sua corsa
essa muta il variopinto suo umore.
E l'odore che di sale essa emana,
pare l'attimo di vita
che ci accoglie
fuor dal grembo
e il rumore di continuo
assai presente,
sembra un treno
che percorre la sua strada
come crescita di un bimbo
ma che non conosce sosta.
Si intravedono bagnanti
le cui teste dalla schiuma
vengon fuori come schizzi,
e le cui risa si confondono
a schiamazzi di coloro,
che richiamano da riva
di prestare più attenzione
agli ondosi moti vari.
Non pare luglio,
piuttosto sembra autunno,
e gli ombrelloni chiusi svettanti in cielo
come lame acuminate
a difendere le genti
tutti in fila in miriade e coloranti.
La sabbia è tinta
e del piede l'impronta resta unita.
Ma per buona sorte l'estate
non è ancora finita.
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L'autore
Giuliano Nardelli
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