Da dietro uno schermo

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...La tristezza poi ci avvolse come miele... I rapporti virtuali tendono a far male. Danno all'anima una dimensione inesistente. Dopo un po' bisogna conoscersi davvero, sentirlo il battito sordo del cuore il respiro dei polmoni. E quella mano che stringe la rabbia deve poter stringere un'altra mano, amica e le braccia altre braccia. Altrimenti si muore dentro per davvero. La vita è Amore da dare ed avere, ma credo che solo nella realtà può avvenire completamente. Una gran bella dolorosa poesia.
La tristezza presa così come una sensazione della poetessa non dice molto ma, se i versi come io credo sono rivolti a poetare un disagio comune e quindi la poesia come credo viene proposta al lettore come impersonale e quindi il poetare dell'autrice assume tutte le assonanze e consonanze con quel stato d'animo, di tensione di cui dicevo prima. Versi originalissimi e intensi mi hanno catturato nella lettura.
Il computer oasi e prigione dell'essere umano, un vespaio, rifugio di pensieri ove non odi nessun ronzio e ci si affida alle fredde tastiere per manifestare sentimenti e rabbia, mentre lo sguardo si perde nel vuoto di uno schermo. Due dita che stringono un mondo d'illusioni e si spezzano deboli al cospetto di un futuro irreale e frutto solo di immaginazione. Un argomento attuale trattato magistralmente dall'Autrice.
Cosa siamo? Cosa siamo diventati, anima e tastiera?... mi ribello a questo mondo che sta chiudendo in un sotterraneo le nostre anime, belle... tutte belle, forse sole... Una solitudine che fa spavento, un dialogo che muore evaporando, che non comunica, ma che si racconta... Chi siamo e chi saremo???? Anime attorcigliate dentro un ego che fa paura, avvolte del proprio dolore, insicure e forse più instabili, rifugiate qui, ad ascoltare e a leccarsi le ferite... Se non fosse per la poesia, se non fosse per la bellezza e la purezza che essa esprime. Grazie alla poesia questo è anche il mio luogo ideale, in cui la nicchia dei pensieri trova rifugio, ma dovremmo ritrovare la vita vera, dovremmo riprendercela, esigerla.
come un errore ...che viene pagato caro ...l'aver creduto. Colpi di frusta da ciò che era diventato l'essenziale e basilare nel vivere, ma che era era stato solo sopravalutato nella rete di parole ingannevoli e nei baci di uno schermo
Un mondo ovattato da suoni dell'anima, prigionieri di se stessi, dove si cerca un raggio per specchiarsi... un raggio che muore, dentro quelle stesse pareti che non vedranno mai il cielo. Bellissima lirica che induce a riflettere...






