La valle delle mandragore

Ogni tanto
scendo gradini oscuri
scolpiti tra la mia carne
e lo spirito inquieto
di tempi senza volto
e senza suoni.
I piedi
camminando
non facendo alcun rumore
come fossero rivestiti di muschio
e resina di pino.
Calpestando sentieri
immersi nell'ombra
delle solitudini più fiere
ascolto le voci
di antichi spiriti viaggiatori
rimasti intrappolati
dal desiderio ardente
di sapere
dove nasce la vita
e dove inizia la morte
per capire.
Poveri viandanti sperduti
nelle sinfonie ammaliatrici delle illusioni
di cui non seppero resistere
abbandonandosi al richiamo
di note evanescenti.
Ogni tanto
mi capita di inseguire
tra forche sospese su colline spoglie
dove le chimere
impiccano gli ultimi abbagli ingenui
del passato,
i miei pensieri.
Ed è nelle valli della tristezza
che seppellisco i miei arti
corrosi dalla voracità di tarli affamati
che il mondo chiama
i dubbi dell'esistenza.
Rigogliosi e alteri
si nascondono
tra le rughe di vecchie mandragore
a cui è stata tolta l'ultima chance
prima di morire.
Non si sono mai chieste
come mai
il mistero ha bisogno del buio
e la morte si nutre di silenzio
scivolando tra le foglie che emergono
da tombe piene di terra
e cenere grigia.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
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