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Morte 30 luglio 2012 · lettura 2 min · 3185 letture

La valle delle mandragore

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Gianny Mirra 699 poesie pubblicate
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Ogni tanto scendo gradini oscuri scolpiti tra la mia carne e lo spirito inquieto di tempi senza volto e senza suoni. I piedi camminando non facendo alcun rumore come fossero rivestiti di muschio e resina di pino. Calpestando sentieri immersi nell'ombra delle solitudini più fiere ascolto le voci di antichi spiriti viaggiatori rimasti intrappolati dal desiderio ardente di sapere dove nasce la vita e dove inizia la morte per capire. Poveri viandanti sperduti nelle sinfonie ammaliatrici delle illusioni di cui non seppero resistere abbandonandosi al richiamo di note evanescenti. Ogni tanto mi capita di inseguire tra forche sospese su colline spoglie dove le chimere impiccano gli ultimi abbagli ingenui del passato, i miei pensieri. Ed è nelle valli della tristezza che seppellisco i miei arti corrosi dalla voracità di tarli affamati che il mondo chiama i dubbi dell'esistenza. Rigogliosi e alteri si nascondono tra le rughe di vecchie mandragore a cui è stata tolta l'ultima chance prima di morire. Non si sono mai chieste come mai il mistero ha bisogno del buio e la morte si nutre di silenzio scivolando tra le foglie che emergono da tombe piene di terra e cenere grigia.
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L'autore
Gianny Mirra

GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui

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