Aspetta che finiscano i guanti

Schiaffeggio la Morte ogni dì
con guanto di sfida,
non tende fioretto né scimitarra
né bianca arma che tagli la carne.
Accetta e presenta i padrini ogni dì
col suo Male impetuoso
traghettatore del Lete, un piccolo neo multiforme,
e come Caronte trasporta radici nel senno
uccidendo la carne.
Lascia momenti di quiete ma poi è tempesta
attende sorniona e beffarda
che stanco cada ai suoi piedi.
Mi avrai questo è certo è deciso!!
Ho ancora, però,
di ogni fattezza miriadi di guanti
ed ad ogni ferita che s'apre ne indosso
di nuovi e riapro la sfida.
Attendi perciò... lurida Morte.
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L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
Commenti (2)
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Maria Assunta Maglio16 ottobre 2014
Quando si scivola tra le grinfia del male tutto è perduto ma se una lotta anche sepur impari, si rinvia il momento senza sentir male: Grande amico un grazie della tua lirica, che mai più altri scriveranno le tue mani.
Duilio Martino16 ottobre 2014
Leggere ora questa poesia... mi da molto a cui pensare. Avendo conosciuto Leonardo di persona... non mi stupisco della sua forza interiore, un cavaliere d'altri tempi... che ha ceduto... alla nera signora ma non senza combattere. amico caro fulgido esempio.

