La trebbiatrice
Pulegge
che cinghie "infinite"
mettevano in moto,
avanti e indietro
come per gioco.
Tramogge
con forza sbattenti
a scinder la pula
dai chicchi lucenti
finiti nel sacco.
Crivelli
di continuo oscillanti
a far sì che la paglia
del chicco privata,
fuor dalla bocca
venisse cacciata.
Questa
la trebbiatrice!
Vederla operare,
faceva stupire.
Per i bimbi, gran meraviglia
era la trebbia che arrivava nell'aia;
veniva trainata dalla trattrice
o da due paia di mucche aggiogate.
Il vecchio Landini,
trattore famoso,
le dava il moto
senza riposo.
Con gesto solenne,
le biche disfatte,
nel gozzo vorace
venivan gettate
dall'uomo più esperto.
Non era rumore ma canto,
sua "voce" portata dal vento.
Il sole, la testa
faceva incendiare;
la polvere, impasto
facea col sudore
ma era una festa
il grano trebbiare.
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