Parole in gabbia
Il silenzio, che solo poco fa
mi scivolava accanto
col suo abbraccio attento
ad accarezzare il pensiero,
s’è abbigliato di scuro
coperto di lana pesante
ed ora mi ammanta e non mi scalda
Piuttosto m’opprime,
imponendo al mio corpo
posizione costretta, accosciata,
inginocchiata
Le mie braccia, cingo
attorno al petto
e raggiungo le spalle
nel muto e disperato gesto
di ripararmi dal gelo
che questo silenzio nemico
m’instilla nel cuore
E l’anima fredda
addormenta il pensiero
e il sangue che scorre
scorda il messaggio
Negli occhi,
la luce
ha perso la forza
e nello sguardo sgranato
non entrano immagini
I riflessi di vita, restano in gabbia
e tonfi ovattati, gonfiano i muscoli
nel loro triste cadere.
©
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L'autore
annamaria vezio
Annamaria Vezio, critica letteraria, già violinista, scrive e dipinge, è un'artista poliedrica, pluripremiata in ambito letterario, pittorico e teatrale. Ha pubblicato racconti, romanzi, numerose sillogi, e molte sue poesie premiate con dipinti a tema acclusi, sono presenti in innumerevoli Vernissages e Antologie lette
Commenti (1)
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poeta per te zaza3 agosto 2012
Un brutto momento ben poetato riguardo agli effetti sulla psiche, sul corpo e sui sensi.
