Spider
Sei solo,
intrappolato nelle tue paure
nei tuoi bisogni,
cammini tra i ricordi
sulla via che separa
la follia dalla fantasia,
e al centro di tutto c'è lei
l'odio eterno dell'amore
la tua morbosa ossessione,
colei che t'ha dato la vita
uccidendola...
appaiono immagini sfocate
piccole fobie
sussurrate nel silenzio
in un intreccio senza logica
custodito in te,
un bambino adulto
nascosto dietro una tenda
ascolta da un'altra stanza,
il vecchio grammofono
suona una struggente melodia
una donna che canta
la sua vuota malinconia,
la senti rapito da ogni sillaba
fermo come il tempo mai passato,
la bellezza del suo viso
ti stringe l'anima
e la sua voce
ti chiama ancora una volta
Spider...
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Commenti (3)
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Leaf10 febbraio 2007
spider... ragno... intesse ragnatele di pura emozione, su cui si aggrappa ogni parola... e resta appesa, a dondolare... a gocciolare dolore denso... come farfalla imprigionata dai fili appiccicosi... a non poter più volare... E’ sempre uno struggimento sottile, leggerti. M.
A
Almina10 febbraio 2007
Questa la faccio leggere a qualcuno. br Bravo. Veramente.
D
Daniele Piredda11 febbraio 2007
Sempre immagini che sembrano estratti di grandi film, le tue. E sempre i miei più sinceri. Sei, mio omonimo. br D.
