Nel verbo di mezzo

Ho smarrito il tempo tra le rughe
mentre scrivo
per fermare un attimo il pensiero
per raccogliere l'istante
e cercare a questo mio dolore
di riuscire a dargli un senso
di dare alla mia parola
uno spazio e un po' di luce
in mezzo a questo buio che mi opprime
di riempire
la mia culla vuota di vagiti
di dare forma
al soffitto stanco
della mia stanza chiusa
di pizzicare l'unica corda del mio violino
prima che sia rotta
dal pianto delle nuvole
scrivo
perché non siano delirio
questi miei versi
per aprire uno squarcio all'orizzonte
che la luna potesse darmi un raggio
che sfiorasse almeno la mia ombra
che tornasse
a farmi degustare l'illusione
a immergermi
dove è sprofondata la ragione
in quel luogo esperto
dove l'anima si nasconde
quando fugge
da un corpo che ha perso l'emozione
in quel luogo esperto
per ingravidarmi il palpito
perché non muoia
con l'ultimo mio fiato
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Francesco Rossi6 agosto 2012
Un verseggiare coinvolgente dove il dolore, l'amarezza, la rabbia si miscelano alla perfezione in un finissimo e autorevole poetare. Nel verbo di mezzo mi ci ritrovo pure io.

