"canzone bugiarda"
e, se ti rivedrò in altra vita
ormai in questa non v'è speranza,
ti prenderò per mano e cuore a cuore
ti porterò lungo quel bellissimo ruscello
dove ti dissi bisbigliando piano
ti amo, ti amo, ti amo, e
se ti incontrerò lungo le stelle
avrò difficoltà a contarle tutte
sarai tu la più bella splendente
come quando accostandomi le labbra
mi desti il primo pudico bacio, e
se ti camminerò accanto in paradiso
ti chiederò della tua terrena esistenza
della felicità, della famiglia, dei pargoli venuti
io ti dirò di me invece la nostalgia
la perdurante angoscia e l'esser solo
fra uomini e donne di ogni razza
fra amori rubati e molte volte pagati
fra vittorie e molteplici sconfitte, e
ti dirò quant'è greve e pesante il rimorso
per quel tuo gesto infantile ed ingenuo
all'ultima prova mi volevi mettere
ed io ci cascai come un allocco stracco, e
ti canterò allora quella nostra canzone,
diceva non ci lasceremo mai, mai, mai,
bugiarda fù e la ricordo ancora,
ancora
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Commenti (1)
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Francesco Rossi8 agosto 2012
Nella donna l'autore vede la qualità della sua bellezza e si presta mirabilmente ai voli del sentimento, e al lavorio del pensiero vedendo nella donna qualcosa di arcano.
