Notte di San Lorenzo

Ho costeggiato il mare per l’usuale tratto,
ad un’ora più tarda del solito,
ma col disco rosso del sole
che affondava ancora fra cielo e terra.
Ho sguinzagliato Boss, sull’Asparano;
trotterellando, setacciando
un gran numero di tracce olfattive,
soffermandosi di tanto in tanto
a scrutar la mia andatura,
come a dirmi: non mi scordo di te!
Ed io lo stesso pensavo di te,
Mariposa amata e lontana,
al ricordo dell’ultimo sorriso visto,
al pianto nascosto degli ultimi giorni,
al tuo cuore buono e gentile,
chiamato a combattere l’ennesima battaglia
per la tua dignità di persona,
ancorché di donna!
Ripasso dalla spiaggia,
ora rischiarata dai primi fuochi;
gente s’impegna in varie attività e giochi,
una coppia s’approccia
per un coito in acqua,
tra gli sfottò degli amici.
Tutti attendono la pioggia di stelle;
per intanto,
la notte s’accende di tizzoni
che da brace si fan cenere,
dopo uno scoppio di faville.
©
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