Prua di giada, mare di perle

Muta la mia lingua sta,
ai suoni e incanti della tua;
ma l’ipotalamo già rimbalza
i dilatanti impulsi
ai sensori e recettori
delle mie mani,
sul tuo corpo
come tastiera,
mentre tu,
da sirena,
guidi l’impaziente prua
al solcar del mare
dell’onde tue
fintamente ostili,
verso un nuovo,
ripetuto,
lavicamente torrido
approdo.
©
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