Stelle cadenti

Immaginavo fossero angeli
quelle scie luminose
che vedevo scendere
tagliando il nero profondo
della notte.
Legavo le mie preghiere
a quelle code di luce
e come polvere magica
le sentivo cadere sul mio
cuore.
Ma erano
stelle morte da tempo
aggrappate all'ultimo riflesso
che concedeva loro l'universo
per vederle scendere
per anni ed anni luce
sui desideri segreti
della terra.
Non erano ali,
non erano scrigni pieno di tesori
rimasti sospesi
da viaggiatori intergalattici
in quei deserti cosmici
infiniti.
Erano solo miraggi
lasciati andare
ad un ultimo saluto
prima di scomparire.
Oh mie stelle,
compagne di giochi ed avventure
tra i sogni
di un bambino solitario
che amava lo scintillino
del silenzio.
Stelle, per voi avrei dato tanto
oltre che i versi
di una poesia.
Vi cantavo i miei pensieri
facendone ritornelli
come merletti bianchi
attorno al vostro collo
ma non ero mai triste
neanche quando
strapparono la mia innocenza
per un desiderio
ladro di purezza.
Voi mie stelle
cadete piano piano
prendendovi le mie lacrime amare
scese copiose
come piogge interminabili
quando la consapevolezza del crescere
ha preso il posto
della semplicità dell'adolescenza.
E vi rivedo ancora nella mente
fiere e ieratiche come allora
vestite di luce ed amore
mentre mi lasciavo rapire
da un altro desiderio
sospeso tra terra e cielo
d'irresistibile bellezza.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
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