Palpiti celesti: un attimo d'incantamento
estro non diede beltà
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Vibrazioni palpabili d'amore
nell'umido mattino agostano
tra le ombre e i raggi del sole
nei sordi viali di Milano.
Penetravano con fresco odore
la tragica anima dell'umano,
risvegliando il canuto vigore.
Mamma perduta che prende per mano.
Veloce, più del battito del cuore,
dolce nota, ondeggiante lontano,
carezzava, col profumo del fiore,
l'anziano, che pedala piano piano.
Il sorriso divampò tra il sudore,
san Giuseppe, padre tanto strano,
infondeva serenità e ardore,
paradiso del Budda italiano.
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
Commenti (1)
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Antonella Modaffari Bartoli25 aprile 2013
Attraverso questi versi riesco a vedere e sentireil mattino d'agosto a Milano. Una Milano che in quei mesi è quasi sempre deserta e i pochi passanti sembrano gli attori di una scena teatrale.

