Ieri

E' nella malinconia del giorno
che debbo haimé lasciarti
in un commiato avulso nel sonno.
Nei primi raggi di sole
non riscaldo il cuore,
in questa luce di ghiaccio
di questo nuovo giorno
accatastato nel mio tempo.
E’ in un peso ormai abituale
che mi accingo a sostenere
questa sopravvivenza convulsa,
condividendo facezie contrapposte,
dietro la maschera di cera,
del mio aspetto reale.
Or che questo tempo tiranno
cammina l’inesorabile scia,
mi avvio con esso
verso un incerto orizzonte;
mentre alternati a vuoti momenti
si affiancano a effimere gioie
dai tenui colori.
Eppur ieri ...
nell’alone della tua vicinanza
mi sono trovato avvolto
nel profumo di una presenza
graziosa, esile e femminile.
Dove nell’accattivante luce
del profondo dei tuoi occhi chiari
che riuscivo ad incrociare
in rari e sfuggevoli sguardi,
mi scioglievo nel desiderio
di stringerti dolcemente.
E nel ricordo di quanto,
in simbiosi di arcaici momenti,
forse fuori moda,
in stucchevoli e obsolete abitudini,
mi affatico a rivivere gli attimi
tanto cari al mio cuore.
Ma nel sonno ritornerai
a partecipare alla mia vita,
dove negli spazzi della mente
finalmente mi terrai ancora per mano.
.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Mauro17 agosto 2012
Bella, passionale, struggente. Una melodia colma di cori e di celeste profondità. Un amore che torna a rivivere nel sogno, quale imponderabile futuro di tenerezza e complicità. Letta e riletta per saggiarne più a fondo le... profondità.
