Placido Ferragosto

Placido il Ferragosto
langue
nell'ora calda della siesta
e lo sciaguattar dell'onda
cattura gli esausti sensi
scandendo una canzone
che nel mio cuor ripone...
diventa frastuono
il cicaleccio dei bimbi...
Cheta s'adagia
una chiglia al largo
le flosce sete
punite dalla bonaccia
tesa la snella prua
in vana attesa...
Pigro s'addensa
quel cumulo vaporoso
sospeso per incanto
ma dal deciso volo di un deltaplano
infranto...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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