San Martino di Castrozza
rita iacobone
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Racchiusa da maestose vette,
l'arancio dei tetti spicca
come su tavolozza d'un pittore,
sorridono le piccole finestre
con labbra di rossi gerani,
come dita di mani
t'attirano ombrosi sentieri,
in silenzio entro nel riposto
di secolari boschi,
io, pollicina, muovo timorosi passi,
signoreggia la dea Diana
il suo incanto,
abeti altissimi, ritti,
par il cielo sorreggere,
il sole scalda l'alte roccie,
timide s'imporporano di riflessi,
gioca con nuvole dispettose,
lontane le spazza,
lasciando che l'azzurro
riempia il cielo,
corvini gracchi,
con uno spicchio di sole nel becco,
con il loro canto presentano
imperiose cime che
linee spezzate nella volta celeste
disegnano,
l'odore di muschio intenso,
avvolge la mia pelle
tersa e fresca del mattino,
trasparenti ruscelli
dissetano gola e anima,
sfido il respiro che si fà grosso,
ma la stanchezza si perde
nel vuoto di vedute tra cielo e bosco,
ladri gli occhi e il cuore nel rubare
in ogni dove in quel paradiso.
Verde speranza sarà il rammentarti
gradevole San Martino di Castrozza.
©
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L'autore
rita iacobone
Chi sono non saprei, da sempre sono alla ricerca di me stessa, cambiando in continuazione come un caleidoscopio. Vivo ogni sensazione intensamente col cuore e così a volte mi esalto altre mi deprimo. E' da questo stato d'animo che nasce da tanto tempo il desiderio di salvare pensieri tra parole di poesia. Tutti quei mo
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