Sofferenza
se fosse come
metabolizzare invisibili parti,
vite stralunate,
secche, rimaste attaccate a serici lamenti.
se fosse solo come sopravvivere
a ferite sotteranee...
se fosse come vivere
di ignare non chalances...
se si potesse arginare
un segreto inconfessato.
se si potesse vincere cupi pensieri, dolori
senza colpo ferire...
ma l'edera resiste in anfratti nevosi
l'edera si attacca alle rovine,
l'edera piange in eterni ricordi.
©
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L'autore
cecilia piras
insegnante, coltiva da sempre la passione della scrittura.ha pubblicato i romanzi "leggere nel silenzio"e "Quando le ombre erano cristalli". le raccolte di poesie"abbracci da una stratosfera"e"cocci di tessere corsare".per lei la scrittura è un mezzo per liberare la creatività e raccontare la realtà.
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