La morte d' oro
E' già arrivata la morte d' oro,
la vedi, la senti, ti avviluppa con le ali.
E' inutile resistere
vano l'affaticarsi in gocce di sudore.
Anche il sudore presto sarà secco
ormai è tardi anche per spaventarsi.
Ormai non resta che il riposo rassegnato,
quello dei vinti,
che sanno che presto saranno polvere.
E' d' oro perché ha saputo aspettare
è d' oro perché era certa
che con ogni nostra vittoria ci avrebbe inghiottito.
Tanto vale chiudere gli occhi,
attendere che ci prenda,
ormai... ormai... è la parola della sconfitta,
ormai è la sua parola d' ordine,
ormai è il nome della rassegnazione
e della terra che ci aspetta consunti
dimenticata e inutile l'angoscia...
addio alla gioia, per sempre, e al dolore.
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L'autore
cecilia piras
insegnante, coltiva da sempre la passione della scrittura.ha pubblicato i romanzi "leggere nel silenzio"e "Quando le ombre erano cristalli". le raccolte di poesie"abbracci da una stratosfera"e"cocci di tessere corsare".per lei la scrittura è un mezzo per liberare la creatività e raccontare la realtà.
Commenti (1)
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perlanera31 agosto 2012
Ratti i miei giorni son fuggiti come, secondo Giobbe, fuggon da una maglia di tela i fili, quando il tessitore tiene nel pugno l'infiammata paglia; rapidamente, ardendole, egli taglia tutte le cime dalla tela sporte. Non temo più che qualcosa m'assalga perché tutto si placa nella morte. (F. Villon)
