"il nostro amore"
e, stasera ho voglia di festeggiare
la fine ingloriosa di un amore,
la catarsi di un bellissimo sogno,
il tuo battito di ciglia fermo,
lo spiaggiarsi delle nostre barche,
il fremito spaurito delle nostre membra, e
bevo inconsultamente bevo
bicchieri di buon prosecco
perché sono nazionalista
e ne vado fiero e me ne vanto,
le bollicine invadono il cervello
lo offuscano, ottenebrano pervicacemente
e al pari delle stelle lo abbagliano
sino a rasentare la pura follia,
assaporare la disastrosa pazzia, e
grido al mondo grido
la mia feroce denunzia,
l'imputazione di un male inguaribile,
la manifesta pochezza degli umani,
la responsabilità mai pagata della scienza,
la credenza mai sopita dell'occulto,
il credere e il non credere in qualcuno,
il fare, il sapere, il perdurare, il continuare
negli errori ed orrori della grande storia, e
seduto sul muretto dell'infinito
mi sporgo di quel tanto per non cadere,
intravedo l'oblio e la mancanza del coraggio
per cambiare il corso del tempo e delle cose,
e rivederti com'eri prima affacciata a quel balcone
ridente, solare, fascinosa, caramellosa, bellissima
al contrario di ora, e per allora
prego perdutamente prego
di ritrovarti in qualsiasi posto e luogo
dove riprendere il nostro plaudente discorso:
il nostro amore.
©
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Commenti (2)
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Claudio Toccafondi23 agosto 2012
Con il suo verseggiare sciolto e accattivante, sostenuto da grande gusto estetico e profonda cultura, l'Autore ci porta alla condanna dell'effimero ed alla esaltazione dei valori più essenziali. Bellissima lirica, affettuosi complimenti
Emanuele Martina24 agosto 2012
stupenda lirica, tra metafore e stile che coinvolgono il lettore, sporgersi sul muro dell'infinito... splendida quella strofa, complimentissimi
