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Questa poesia, nella sua essenzialità e chiarezza (doti tipiche ed invidiabili della brava poetessa) mi ricorda parecchio la "Chanson pour l'Auvergnat" del mio amato poeta in musica Georges Brassens: grazie, montanaro, per avermi dato un po' di legna quando avevo freddo; grazie, ristoratrice, per avermi dato un pezzo di pane quando avevo fame; grazie, straniero, che mi hai rivolto un sorriso quando sono stato arrestato: quando morirete, possiate tutti, attraversando il cielo, andare a tenere compagnia al Padreterno!
ogni persona che entra nella nostra vita, che sia da comparsa che sia da protagonista ha una ragione per essere li, ha una ragione per uscirne, ma in tutti e due i casi, lascia dentro noi un po di sè, un attimo, una sensazione, un ricordo... intensa e fluida, molto apprezzata, segnalo e conservo.
