Per chetare le onde increspate dei miei pensieri
Anna Maria Scamarda
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Non basta che tu dica: "ho sbagliato"
per chetare le onde increspate dei miei pensieri...
- ombre che paiono tornare col sorriso beffardo del tempo -
poiché nel tuo dire non percepisco coscienza.
Se gettassi nel fuoco l'armatura dell'orgoglio
che ti stringe al buio della presunzione,
se mi dicessi:
"io non capivo, io non volevo..."
se nei tuoi occhi leggessi quello smarrimento
come di chi si desta dal torpore
d'un sonno profondo
e - inorridito -
guarda le spoglie dell'uomo che fu...
forse,
potrei cullarti ancora...
Carezzare quella pioggia leggera
che con dita benedette
monderebbe i tuoi occhi d'una nuova Luce.
Allora,
ti vestirei dell'azzurro immenso del mio mare,
del mio cielo,
per strapparti
e strapparmi
alla morte nel cuore.
Ma è assai più facile che la tua notte
disdegni il canto delle stelle
e oscuri la luna
E - del giorno -
divori tutti i colori della vita.
©
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Anna Maria Scamarda
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