Spasmi

Mordimisiimi eco nei rumori della carneconcia la mia pellecon il silente tocco del tuo tremore impazzitonon lasciareche le mie mani tremino da soledevastamicon il tuo respiro in tempestasii torrenterisvegliato d’istintoche corresulla stessa mia spondacorri velocecome fossi vento tra i fiatiingorda di sussultifino allo spasmo finale fatti cospargere di megraffiamicon le tue unghie fatte spinetatua il piacere sul mio corpobevimicome fossi il succo del peccatoprofanato dal tempoaccogli la mia voglia d’essere palpito dentro al tuo ventre
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Turan
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
G
Gabriele Spallone31 agosto 2012
Straordinaria, bellissima, con un incalzare magnifico che ti prende fino alla fine... ma sarà poi la fine?
