L'Artigiano Insolente
M’imbatto di tanto in tanto in uomo nero
che mai nel dir le cose è veritiero;
racconta le panzane e par sincero,
quando lo scopri dice: No,! Io non ero.
Lui di professione è grand’artigiano,
e a ricucir le pezze ha buona mano.
Per lui il tempo, però, trascorre invano
ché mai consegna in tempo alcun pastrano.
Il peggio non è tanto l’esser tardivo
quanto il comportamento assai offensivo
benché s'anco il suo intervento è decisivo
d’ogni sensibilità si resta privo.
La sfrontatezza c’hà resta totale
tanto che a strafottenza pare uguale,
ma, a lui, quel comportar pare normale
tanto ch’afferma: Be! Che c’è di male?
Si stringe forte per i nervi il petto
e forte l’ira esplode al suo cospetto
ma d’uomo, tosto, è lui solo un ometto
che mi disarma col suo sorrisetto.
Indi che fare con un tal villano?
Gli stringo, disgustato, ahimè! la mano
ma giacché il pensiero vola all’uomo nano *
l’abbraccio e dico: Aspetto il pastrano.
* Da poco
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L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
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