Rabbia
Stanze rigurgitate da palazzi osceni
nelle eliche derivate da pensieri umani
terra sporadica sudata d’acciaio
stipata nel cielo di sughero nero.
Pori aperti nell’ odore di melma
dalle nuvole trucidate, senza ricordi
angoli smussati da mani credenti
mentre scricchiola la rabbia tra i denti.
Ciglia diradate sovrapposte a finte vedute
con sguardo bianco nell’abbandono dei pensieri
rughe nel vento che spazza via nuvole ora sedute
ad aspettare come me la rinascita del mio ieri.
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