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Riflessioni 2 settembre 2012 · lettura 1 min · 2586 letture

Leggende infinite

Idalgo Visconti 294 poesie pubblicate
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Campane in vetro permeabili frastuono di un grigio vociare Agognate isole contaminate da ponti di ghiaccio dove scenografie cementificate circondano una solitudine Nebbie astratte eclissano orizzonti Fili pendono dal cielo muovendo ignari zimbelli privi del destino Saturi di sogni cavi cullano ambizioni insopportabili sapienza seminata in regresse spirali Inutili lacrime mascherate da sorrisi Intrinseca la morte senza risveglio
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Idalgo Visconti

“L’universo é mutamento: la nostra vita é come la creano i nostri pensieri.” “Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.”

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Commenti (10)

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Patrizia Ensoli2 settembre 2012

Ecco dove siamo, sotto camapne di vetro e scende la neve, in quel paesaggio fantastico suggestivo... ma è solo apparenza, siamo lì, parte del tutto ... ma limitati e prigionieri in quella sfera magica " la terra " Maschere di sorrisi, per non soccombere a fili da cui mai ci libereremo... Metafore molto belle e sentite grande penna in continua evoluzione!! AMMIRATA

Antonella Scamarda2 settembre 2012

Com'è vera questa riflessione...! Talvolta, altri non ci pare d'essere che zimbelli mossi dai fili del destino... mentre la Vita non fa altro che narrarci leggende infinite, cullandoci di sogni e promesse, che si dimenticherà di mantenere... Molto bella

carla composto2 settembre 2012

come marionette guidate da altri... lirica sentita che porta a profonda riflessione... sorrisi forzati ...quante verità...sempre profondo e bravo l'autore...

I
India2 settembre 2012

Coinvolgente, ineluttabile, profondamente triste nella sua verità. Molto piaciuta anche per le metafore efficaci.

Donatella Pezzino2 settembre 2012

Non serve rinchiudersi in una campana di vetro per sfuggire al frastuono e alla prepotenza di un mondo che vuole manipolarci costantemente, se nel nostro angolo di solitudine resteremo permeabili al senso di morte che è intrinseco nell'assurdità e nelle falsità della vita. Una poesia che mi ha toccato l'anima, stupenda nella sua eleganza e in tutto vicina al mio sentire.

Francesco Rossi2 settembre 2012

La cementificazione che distrugge in un verseggere coinvolgente e chiaro.

S
Sadness2 settembre 2012

personalmente leggo l'amaro ciclo della vita in questa profonda e coinvolgente composizione, dove i sogni si sgretolano ancor prima di essere immaginati, dove le lacrime sono asciutte, dove i sorrisi sono solo smorfie; questa la sento in modo particolare, uno stato che mi perseguita, complimenti all'autore, propongo con immenso piacere

C

una poesia che descrive una profonda amarezza, mirabili versi, notevole

Turan3 settembre 2012

molte volte mi chiedo cosa sia veramente la poesia, ma mi viene in mente sempre la stessa risposta: un emozione, che il verso rende tattile al pensiero, quello dell'autore e nei limiti delle sue capacità a quello di chi legge... come scrive Patrizia, la tua capacità espressiva è veramente grande e in continua crescita, ho smesso di scrivere commenti, da quando mi sono accorto che si DEBBONO mettere solo lodi e mai fare una giusta critica, pena l'emarginazione o peggio la squalifica, ma alla tua pienezza d'animo e al tuo candido sentire, dovevo fare un plauso. Grazie

r
rstorace3 settembre 2012

non poteva essere meglio descritta l'alienazione dell'anima, ammesso che ne possediamo ancora una... schiacciata com'è da sogni cavi e ambizioni insopportabili, mascherata da tristi sorrisi, manovrata da scelte imposte... un applauso all'autore per la sottile analisi della follia dei nostri tempi e per il linguaggio incisivo e disarmante!!!