Dò ancora le carte
elena rapisa
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Distratta si era la vita
mentre la morte osservava
ingorda
°
Come vinsi non ho memoria!
°
Riemersa dal suo ventre
m'approprio del tempo resomi,
°
tengo banco!
°
Avvolgerò l'anima in scialli
di luna,
sarò pelle di stelle,
seguace del verso marino,
liquido fonema d'amore,
la rena mi sarà tepido
guanciale,
coperta l'umida brezza,
appagato respiro
mieterò miti di vento
affabulando il futuro,
spavalda assenziente
realizzerò utopie.
Si paleserà nuova vita.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli3 settembre 2012
L'energia vitale che trova ancora la forza l'esserci e il continuare a volerlo... Credere in nuove utopie, è gia la realizzazione di esse dal momento che le si sentono, desiderano prendono forma e consistenza!! Si... ancora tante carte!!!! Bella e molto, molto sentita

