Il lago delle favole

Coste di quarzo bianco
si abbandonano alla dolcezza
di onde lievi.
Sulle nostre teste
non ci sono aureole dorate
ma ogni tanto
qualcosa scintilla all'improvviso
come una scintilla
sfuggita dalla brace della passione.
Un lago malinconico
ci chiede di lasciarci trasportare
dal fluire
del suo desiderio d'amare.
Coglimi un ramo di nocciolo
e facciamone una bacchetta magica
con uno smeraldo
in punta.
Uscirebbero tante favole
da vivere in un bacio
ed una danza di vite infinite
per insegnarci
cos'è l'amore.
Ti verserò il succo di more selvatiche
sulle tue labbra
affinché l'incanto
non vada mai via.
Una dolce bugia
passarsi accanto e far finta
di non esserci.
Possiamo volare adesso
che siamo vivi
dopo
nessuno ci dirà mai
se potremmo ancora
farlo.
Una barca scivola sull'acqua
dimenticando
la riva che ha appena lasciato
dietro la sua scia.
Spingiamo al largo la sua rotta
in mezzo a tante favole
incontreremo la nostra
sospesa
da un alito di vento
o dal respiro di un gabbiano.
Fuori dal mondo,
siamo io e te...
fuori dal tempo
che consuma lo stesso
le tracce dei nostri passi
alle spalle del destino.
©
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L'autore
Gianny Mirra
GIANNY Quanti silenzi chiusi nel cuore quante parole che saettano come frecce. Forse credevi che fosse un mondo pieno d'amore ed invece eccolo qui
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