Mattino alla finestra

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Mi ha veramente colpito la verità di questa poesia, magari si potesse spazzare via tanta sporcizia a cui ci condanna la vita improvvisandosi netturbini di un viale scricchiolante di foglie morte. punge il dolore ...
"attacco al chiodo metà del tuo dolore niente di vero in ciò che è stato detto" ...sembra la descrizione della scena dopo una litigata... ci si siede alla finestra e si pensa alla banalità di certe cose, alle sciocchezze che spesso travolgono la ragione e comandano l'impulsività... E alla fine resta il rimorso per quanto detto, per il tempo sprecato in futilità... Così l'ho intesa e mi piace molto!
colgo il commento di Dario qui sotto, anche la mia interpretazione vede 2 attori finiti in disgrazia per futili motivi... l'incipit, mi fa pensare ad un dolore unico diviso in due, quindi ad un amore o forte amicizia divisa, separata... bella anche la struttura, lineare ottima
sì, sembra la quiete dopo la tempesta! sedersi a riflettere a freddo su ciò che è stato detto, a sproposito e non, cercando di spazzar via ciò che è dolore, ciò che è sbagliato o ingiusto, soffrendo per le incomprensioni e rimuginando su ciò che si sarebbe potuto evitare!!...e pungono le idee, i pensieri e le parole... più dell'aria del mattino!!! apprezzatissima!
le tre strofe centrali mi "parlano" di cose persone e fatti "esterni" alla relazione, come interferenze, da cui si voglia difendere il bene, attaccando al chiodo il dolore... e la chiusa lascia intendere un destino comune a dispetto forse di quegli stessi "fattori estranei"..., che nulla sanno di quei gemiti raccolti... oltre che dal messaggio percepito, resto particolarmente colpita dalla struttura delle strofe, così ben confezionate... per un autore che non lascia mai nulla al caso, e sa far apparire semplice la rara capacità di fare vera poesia
fare pulizia, intorno, lasciare spazio liberando la visuale dal dolore, dalle interferenze, da quegli sputi di veleno che se colpiscono comunque fanno male, per quanto forte sia la corazza della propria purezza e verità. Fare pulizia per lasciare che le idee, quelle brillanti, intelligenti, luminose, trovino spazio, per pungere, non come quei chiodi, non come quei sputi ma pungere la realtà e farne una parete dove attaccare le immagini del proprio destino. Poesia che si legge e si sente vibrare, si comprende, ognuno a modo suo, perché ha parole universali.
sono qui a riflettere perché sono tante le cose che emergono in me leggendo. Sento una voglia di distacco come a voler separare e a riordinare per vedere meglio. Smettere di lamentarsi e confondere ma guardare bene da una certa distanza le cose per quelle che sono... cosa non facile





