Guardo il giorno nuovo
Guardo il giorno nuovo,
mi siedo nel presente
per fermare e fare il conto
di questa mia esistenza
Ero in corsa e mi son fermata:
ho riposato nel deserto
piangendo fame e sete,
ho raccolto i semi sparsi
e portati nel cammino,
non ho avuto il tempo
di seguire ogni germoglio
ma ho preso fra le mani fiori e frutti
e li ho posti sul mio seno
abbracciati, coccolati
e poi, li ho ancora sparsi
Giro gli occhi per vedere:
lì un bambino
sta seduto e sugge il miele
poi accanto a lui una donna
dei miei frutti fa una torre
ed intorno, tanti fanno festa,
dei miei semi e dei miei frutti
si son nutriti tutti
Guardo il mio giorno nuovo,
non mi resta che rialzarmi
e tornare nel deserto
e raccogliere piangendo
per la fame e per la sete
fiore e frutti e semi nuovi
che sto già cingendo al petto.
©
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L'autore
annamaria vezio
Annamaria Vezio, critica letteraria, già violinista, scrive e dipinge, è un'artista poliedrica, pluripremiata in ambito letterario, pittorico e teatrale. Ha pubblicato racconti, romanzi, numerose sillogi, e molte sue poesie premiate con dipinti a tema acclusi, sono presenti in innumerevoli Vernissages e Antologie lette
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